Arantza - 3208153156
Arrivo a Milano affetto da Arranzite acuta. Atterro alle 11 e mezza e dal taxi, che da Malpensa mi porta in hotel, contatto Arantza per fissare appuntamento alle due del pomeriggio. Mi risponde subito. Finalmente posso incontrarla.
La sto monitorando da tempo, senza riuscire a fissare una seduta con lei. Le sue recensioni sono in chiaroscuro ma io devo andare a togliermi lo sfizio di prendermi quel suo culo burroso e procace
Nelle foto nuove indossa un paio di stivali alti e un corpetto di pelle nera che la slanciano in modo particolare. E’ una gran bella figliola, peccato che, come scoprirò di lì a poco, è una mezza fregatura. Per me, che l’ho inseguita per settimane, una cocente delusione.
All’orario concordato mi trovo davanti al portone. Un civico che già conosco, avendo incontrato almeno altre due belle pollastre in quello stabile. Mando messaggino e Arantza mi chiama, per guidarmi fino alla sua porta. Sarebbero state sufficienti due istruzioni scritte, ma vabbè… entro nell’androne col telefono all’orecchio, cosa che odio. La tipa si confonde tra destra e sinistra e mi manda in bambola. Nel frattempo una coppia entra nel cortile e Aranzta, che evidentemente mi sta guardando da qualche finestra, mi fa: ecco, segui quella coppia. Vorrei dirle: sto par de ciufoli, ma so che non mi capirebbe e quindi mi limito a dire: “ok, a che piano?” – “Terzo …”. Abbatto la telefonata forse prima che Aranzta possa dirmi che l’ascensore ha la chiave. Ma chissà, forse per lei è un dettaglio superfluo. Fare tre piani a piedi o con ascensore, per lei è certamente a stessa cosa.
La salita a piedi è un’esperienza olfattiva non indifferente. Dalle porte arriva una puzza mefitica di cibo di tutti i tipi: cipolla, cumino, curry … un pot pourri di olezzi nauseabondi
Arrivo al piano e sto per andare a sinistra e invece da destra sento: “Ehi…” dal lato opposto
Sì è una gran bella figliola, anche se, vedendola nuda, quel culo esagerato mi sembra abbia un effetto distorcente sul fisico di Arantza: troppo voluminoso rispetto alle bellissime gambe lunghe e snelle, sembra quasi posticcio
Dopo aver depositato i 3 cinquantini, mi porta in bagno per il bidet e per, come dice lei, “controllare il cazzo”. Il bidet è come la Dogana, insomma. Controlli superati, ovviamente. Torniamo in camera e lì registro una serie di deludenti notizie: Aranzta non ciuccia cazzi senza condom; Aranzta rifiuta di essere leccata “non me piace, amor”. In due minuti mi distrugge il morale. Ma non è tutto, come scoprirò subito dopo
Non accenno neanche una timida protesta. Mi becco il preservativo e glielo caccio in gola, anche perché come pompinara, sebbene in modalità protetta, non è affatto malvagia. Leggermente troppo vorace e simil-porno per i miei gusti, ma non posso dire di non aver gradito tutti quei soffocotti
I problemi veri arrivano quando si comincia a scopare. La tipa non lascia nulla alla spontaneità e diventa molto direttiva: “mettiti qua, no, non qua, fai così, fai colà…” tutto molto asessuato. Risolviamo con uno smorzacandela e Arantza cerca di farmi venire in un paio di minuti, muovendo il bacino in maniera forsennata. Non ci riesce ovviamente e qualcuno dovrebbe dirle che se volesse accorciare i tempi dovrebbe lasciarsi possedere, non agitarsi in quel modo.
Passiamo al pezzo forte e sono ancora illuso di poter trarre qualcosa di buono da quel caotico incontro. Il suo culo è più avvolgente di quello che pensassi - e questo è un punto a suo favore – e non ci sarebbe proprio bisogno di fare twerking sul cazzo per provare ad accelerare le cose. Ottenendo l’effetto contrario.
Provo a mettere ordine in tutto quel casino bloccandola per i fianchi, ma ad un paio di assalti seri la tipa reagisce bloccando con la mano. Poi torna a fare twerking, assolutamente convinta che in quel modo otterrà l’orgasmo del malcapitato.
Ci riesce alla fine, ma nel frattempo mi ha messo una stupida ansia addosso, perché mi chiede di avvisarla quando sto per venire. Il risultato è che appena mi sente ansimare, ferma le danze, bloccandomi l’orgasmo a metà. Il suo problema era sfilare il preservativo con attenzione chirurgica: mi sembra ossessionata dal pericolo che una singola goccia di sperma possa fuoriuscire e magari lambire la sua preziosa cute o non so che cosa. Un disastro.
Morale della storia: prima di andarci, pensavo di farci l’abbonamento. Ora che sono stato con lei penso proprio che non sia tagliata per questo mestiere, a dispetto del ragguardevole fisico. A mai più.